Dark Light

C’è un enorme vantaggio ad avere per casa un micronano, quello di vedere un sacco di programmi per bambini. Oddio, enorme vantaggio… diciamo che per lo più è un grandissimo moto rotatorio di sfere, ma spesso capita di incappare in qualche gioiellino. È il caso de L’odissea di Shooom.

Inseguendo una civetta.

Cos’è L’odissea di Shooom? È un corto franco belga del 2019, realizzato dallo Studio Picolo, scritto da Claire Paoletti e Julien Bisaro, diretto dallo stesso Bisaro.

L’odissea di Shooom è il viaggio di un piccolo cucciolo di civetta, che a seguito di una tempesta ha lasciato il suo nido in compagnia del fratellino ancora dentro l’uovo.
Da lì parte un viaggio piuttosto travagliato (l’odissea del titolo), che porterà Shooom e l’uovo ad affrontare mille peripezie e noi spettatori a spalancare continuamente la bocca.

Questo perché prima di tutto, l’odissea di Shooom è bello! Ma proprio bello!
Cioè, intendo dire che è proprio bello da vedere. Ogni immagine sullo schermo è davvero meravigliosa.

paesaggio l'odissea di Shooom
Tipo questa.

L’assenza della linea di contorno, l’uso delle luci e una delicatezza estrema in ogni scelta compositiva, rende questo corto di 24 minuti una vera gioia per gli occhi.

Fin qui tutto bene, di cose belle e disegnate bene se ne vedono tante. Cosa rende l’odissea di Shooom un gioiellino?
Beh, tutto il resto.

Non sono soltanto gli animali adorabili

Shooom e la lontra
che sono veramente adorabili.

Non è la storia, semplice il giusto ma tremendamente avvincente, come le favole scritte bene.
E non è nemmeno una colonna sonora delicatissima, di un ispirato David Reyes, che ricordano il giusto alcuni temi dei film di Miyazaki, ma senza strafare.

È tutto questo insieme.

La difficoltà del fare le cose semplici.

La bellezza de l’odissea di Shooom risiede nel fatto che tutto sembra molto semplice, molto giusto, tutto correttamente eseguito. Il racconto sfila con una eleganza incredibile, ti emoziona quando deve, ti commuove al momento giusto e ti conduce dolcemente al finale.

Ecco, io credo che fare tutto questo sia veramente difficile.
Far apparire all’esterno che tutto sia semplice, che tutto sia a posto, richiede uno studio pazzesco.
Con Shooom (che poi sarebbe Choum, sinceramente non capisco perché non l’abbiamo chiamato direttamente Sciùm, a questo punto) tu parti e viaggi per 24 minuti di pura gioia per tutto.

Però, per ottenere questo, i suoi autori hanno fatto un lavoro mastodontico.
Per averne un’idea basta andare sul sito del regista (fatto benissimo, va detto) nella sezione Making Of: www.julienbisaro.com/makingof.

La ricerca svolta sui singoli dettagli si riflette poi nelle animazioni e in tutto il resto.

l'odissea di Shooom, studio del personaggio
Per dire….

Per questo, nonostante l’animazione poggi su una base tridimensionale, e questo si nota soprattutto in alcune scene in movimento, l’effetto finale è estremamente gradevole.
Non dà per niente quella brutta sensazione da animazione in cell shading che fa tanto videogioco.

Il merito va soprattutto al ritmo e ai movimenti degli animali che sono davvero credibili e, a volte, lasciano senza fiato.

Una Lousiana magica.

Il corto è ambientato in un luogo inventato, una cittadina in riva al mare, con delle paludi e una fauna quantomeno variegata. La cosa più simile che esista sarebbe una specie di Lousiana.
I paesaggi sono una delle cose migliori di questo corto, sono davvero suggestivi e ben fatti.
Direi che ci sta bene una galleria.

Da genitore però…

Il micronano è in estasi, ormai lo richiede a rotazione.
Però da genitore una cosa la devo dire. Questo film mi mette addosso un’ansia per la sorte di questa povera civetta che non credevo fosse possibile provare.

In 24 minuti di corto, l’altalena di emozioni è davvero palpabile, mi stavo preoccupando per davvero, per quanto ridicolo possa sembrare.

Ma le vicende di questo coso con l’uovo appresso sono davvero appassionanti.

Shooom e l'uovo
oltre ad essere adorabile… l’ho scritto che è adorabile?

Facili entusiasmi.

È semplice cadere nel tunnel dell’entusiasmo e definire qualcosa un capolavoro, una gemma rara e parlarne con toni eccessivamente euforici.
Soprattutto in questo periodo in cui si ha una gran voglia di essere i primi a recensire qualcosa, a condividere un’opinione.
Per fortuna io non faccio recensioni, questa è la prima, e la faccio soltanto per segnalare ai miei lettori che c’è questo corto qui, che si trova su Raiplay, e che merita davvero una visione.

l'odissea di Shooom, la locandina
La locandina del corto.

Purtroppo, come spesso accade, non c’è nessuna segnalazione sul sito della Rai e io ho avuto modo di incappare in questo splendido prodotto solo per merito del micronano e dei programmi che vede lui 😅.

Rosie e Walter
Bellissimi anche i personaggi umani.

Quindi vi consiglio vivamente di seguire l’odissea di Shooom, o Choum, o Sciùm, che dir si voglia, perché magari vi succede come è successo a me, col micronano, che mette in rotazione continua quello che gli piace.
E questo è molto meglio di vedere Peppa Pig ventordici volte.

La mettiamo un’altra galleria? E mettiamola dai!

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