La giornata è partita bene.

Mi sono svegliato, ho portato il micronano all’asilo perché, finalmente, pare non aver più nessuna malattia stagionale, e sono andato a scuola allegro, a traviare giovani menti, come dice Berlusconi.
Purtroppo, la mia dose di imprecazioni era in agguato…

L’antefatto.

Oggi solo tre ore (lo dico solo per far rosicare chi lavora veramente) con i miei maledetti gnomi, ma una di queste è stata fatale.
Arrivato in seconda E, tiro fuori il mio Macbook Pro e comincio a fare lezione sulla prospettiva.
Sì ecco, sapete, nella scuola italiana c’è questa brillante iniziativa chiamata:

Bring Your Own Device

Ovvero, “Portatelo da casa”… e, no. Non è Lercio.
Quindi prendo il portatile e collego la LIM con l’ultimo ritrovato della tecnica della trasmissione video, la porta VGA più il cavo delle cuffie.

Elon Musk
Cos’è? Il 1998?
Si fa lezione, gli gnomi imparano loro malgrado e finito il dovere, si va a recuperare il micronano all’asilo.

Va tutto benissimo.


Naruto
credici.

Il dramma.

Già perché appena messo a fare il riposino il piccolo di casa, ti metti al Mac con tante buone intenzioni, per fare quello che devi fare. E mentre sei lì che fai partire un tutorial su Youtube (ormai l’unica fonte di conoscenza a questo mondo), ti accorgi che il computer non emette alcun suono.

Per Bacco
Per me stesso!
Niente. Mutismo e rassegnazione. Provi a riattivare il volume ma…

Silenzio
Puppa!!!
Quindi cominci a smanettare, a cercare su internet come mai il Mac dice che l’uscita audio è un “Uscita audio digitale”, invece degli altoparlanti interni e cominci silenziosamente (che il nano dorme) a sobollire come un tegame di fagioli.

Il meglio che trovi è un tale che dice che, sapete, l’ingresso delle cuffie ogni tanto si ingrippa con la polvere e basta uno stuzzicadenti per ravanare in allegria e tutto torna come prima.
tu ci metti soltanto un quarto d’ora a trovare uno stuzzicadenti in casa e vai per approcciare romanticamente l’ingresso ma il pezzo di legno non entra fino in fondo, c’è qualcosa che non va!.

Impotenza
Non farne un dramma, può capitare… sarà lo stress!
Dai un’occhiata ed ecco l’orrenda consapevolezza!!!

SI È SPEZZATO IL CONNETTORE DELLE CUFFIE DENTRO L’INGRESSO!!!!!!



Ok, calma, respiriamo profondamente…

Non è grave, ora si trova una soluzione…


Hulk
E via alla prima parolaccia, 2678 to go…

Imprecare come se non ci fosse un domani!

E ora che si fa? Le porte dei Mac sono così ben costruite, così perfettamente a misura, che non ci puoi fare niente, non si può accedere in nessun modo.
Ma riesci a intravedere una specie di “pirolo”, una sporgenza, probabilmente la parte interna del connettore che si è spezzato.

Pirolo
una roba così, non è piatto insomma.

Tiri fuori tutto l’arsenale di pinze e pinzette che trovi in casa, e ce n’è eh, ne hai un botto diverse, ma nessuna è pensata per infilarsi in un buco di 3,5mm di diametro!

Pensa pensa pensa…

Bisogna afferrare quell’affarino.

Già, ma come fare? No perché quel coso è inzeppato bello in fondo, serve qualcosa di specifico, bisogna pure fare forza, non è una cosa semplice…

Certo, potrei portare il Mac all’Apple Store ma…

Apple Genius
“Fanno 400 euro”.
“Ma io ancora non ho chiesto cosa mi serve! 😦”.
“Fa niente, fanno 400 euro solo per sedersi al bancone, poi ne riparliamo…“.

Eh, no… niente Apple Store…
Urge munirsi di apposito ausilio per il lavoro

Bestemmiario
Il pratico Bestemmiario.

Ottenuto il fondamentale supporto psicologico parte la spremitura di meningi.

❗Prima soluzione:
Prendo un cacciavite piccolo piccolo e cerco di far leva sul pirolo (che sembrava essere tipo un cilindo). Prova e riprova, vai a pagina 28 del Bestemmiario, riprova ancora, suda dodici camicie, vai a pagina 42, ti arrendi.

Ok, cambiamo approccio! serve che sia un po’ ad uncino, o a piede di porco, insomma, dobbiamo modificare l’utensile!
Questa è la soluzione! Prendi le pinze, piega il cacciavite… Spezza il cacciavite.

Pagina 74, 75 e 76, ripetute due volte.

Ok! Non mi arrenderò, ho visto tutte le stagioni di MacGyver, ho il dovere morale di continuare a provare!

L’approccio è sbagliato, è evidente, devo afferrare quel coso, ma come fare?

Mentre stai lì a cercare altre pinzette nella vana speranza di trovarne una minuscola che serva a togliere i peli dalla lingua… Lo vedi…

Un cotton fioc.

Cotton Fioc
E pensi… Ma vuoi vedere che questo coso è vuoto dentro?

E così è! È un perfetto tubicino, poco più piccolo del pirulo…

Eureka
Eureka!!!
È di plastica morbida, posso incastrare il pirulo al suo interno e tirare!

Taglia il cotton fioc, avvicinalo al buco, arrota, armeggia, spigni… tira… Niente!

Lettura integrale del capitolo 12 “Improperi in Aramaico Antico e dove trovarli”.

Ma la via è giusta, lo sento. Sento lo spirito di Dean Thomas Anderson che mi dice che sono sulla buona strada! La teoria è buona, ma manca grip… questo coso è dannatamente liscio!

Potrei usare della colla, penso, così da incollare irrimediabilmente il connettore al Mac e finire la lettura del Bestemmiario in serata di fronte ad una tisana…
No, non mi pare il caso, che Leonardo comincia a ripetere le cose…

SANTO ANGUS MACGYVER ISPIRAMI TU, CHE NON CI HAI MAI DELUSO!

Angus
Ecco, appunto.

Serve grip…

💡IDEA!!!

E se usassi la colla dentro il tubo, giusto un po’, la facessi asciugare un pochino, magari farebbe maggiore attrito e potrei tirare fuori sto coso maledetto!

INCREDIBILMENTE HA FUNZIONATO!!!

ECCOLO IL MALEDETTO PEZZO INCASTRATO!!!!

Jack
Giuda e Caino!!! PTÙ!!!

Sono passate circa tre ore da quando ho cominciato a combattere… Il maledetto pezzo di Jack è lì sul tavolo e io ho in mano una tazza di caffè bollente.

Soddisfazione
È stato bellissimo!

Sono di nuovo in pace con il mondo e con me stesso.
È stata dura, certo, ma nel profondo del mio cuore so che ho fatto quanto dovevo fare e che, ovunque sia, MacGyver è orgoglioso di me!

MacGyver contento
Grazie Angus, felice di non averti deluso!